Esportare significa vendere all'estero; internazionalizzarsi significa diventare un operatore riconoscibile in quel mercato. La differenza si vede nei numeri: la prima strada produce ordini occasionali, la seconda costruisce una posizione. Serve scegliere il paese giusto, capire come si compra, adeguare prodotto e documentazione e presidiare il post-vendita.
La nostra sede di Shibuya, a Tokyo, non è un recapito: è una presenza operativa che lavora su fuso e cultura locali. Ci permette di accompagnare le imprese italiane in Asia con relazioni dirette, e allo stesso tempo di seguire le aziende asiatiche che vogliono entrare in Europa in modo conforme — dove il vero ostacolo non è la qualità del prodotto, ma la regolamentazione.