La risposta in breve
Tre regole europee chiedono di dimostrare cosa succede a monte della filiera. L'EUDR, dal 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese, richiede la geolocalizzazione delle materie prime come legno, gomma e soia; il regolamento sul lavoro forzato vieta dal 14 dicembre 2027 i prodotti ottenuti con lavoro forzato, qualunque sia l'origine; il regolamento batterie introduce il passaporto digitale dal febbraio 2027 e la due diligence sulle materie prime dall'agosto 2027. I clienti europei trasferiranno queste richieste ai fornitori cinesi.
A chi si rivolge
Fornitori cinesi di mobili, carta, legno, pneumatici e articoli in gomma, prodotti a base di soia; produttori di batterie e di apparecchi con batterie; ogni esportatore con clienti europei soggetti a due diligence.
EUDR: legno, gomma e le altre materie prime
Per bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno, e per i derivati elencati (mobili, carta, pneumatici e altri), chi immette il prodotto in UE deve dimostrare che non deriva da deforestazione dopo il 31 dicembre 2020 e che è conforme alle leggi del paese di produzione, con le coordinate degli appezzamenti. La Cina è un grande trasformatore di legno e gomma importati: servono dati di tracciabilità che risalgono fino all'origine.
Il divieto dei prodotti del lavoro forzato
Il regolamento si applica a tutti i prodotti e a tutti gli operatori, senza soglie dimensionali. Le autorità possono indagare sulla base di informazioni e di una banca dati dei rischi, e vietare, ritirare o far smaltire le merci. Per i fornitori significa poter documentare condizioni di lavoro e origine dei componenti.
Regolamento batterie
Le batterie industriali, per veicoli elettrici e per mezzi leggeri avranno un passaporto digitale dal 18 febbraio 2027; dal 18 agosto 2027 si applica la due diligence su cobalto, litio, nichel e grafite naturale; seguono l'impronta di carbonio e, dal 2031, quote minime di materiale riciclato. Per l'industria cinese delle batterie è il cambiamento più rilevante sul mercato europeo.
Passo per passo
- 01Mappare i prodotti venduti in UE che rientrano nei tre regolamenti
- 02Ricostruire la filiera fino alle materie prime, con fornitori e paesi di origine
- 03Raccogliere geolocalizzazione e prove di legalità per le materie prime EUDR
- 04Adottare una politica di due diligence e audit dei fornitori
- 05Preparare i dati per il passaporto delle batterie e per l'impronta di carbonio
- 06Concordare con i clienti europei formati e tempi di trasmissione dei dati
Errori da evitare
- Pensare che basti un certificato generico di sostenibilità
- Fermarsi al fornitore diretto senza risalire alle materie prime
- Aspettare la richiesta formale del cliente per iniziare
Come vi aiutiamo
Da Shanghai lavoriamo con i vostri fornitori per ricostruire la filiera e raccogliere dati e documenti; da Roma li trasformiamo nel formato che chiedono i clienti europei e le autorità.
