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EUDR, lavoro forzato e batterie: la filiera cinese davanti alle regole UE

Tre regolamenti europei spostano la responsabilità a monte della filiera: deforestazione (EUDR), divieto dei prodotti del lavoro forzato e regolamento batterie. Cosa chiederanno i clienti europei ai fornitori cinesi.

· 3 min di lettura · A cura del desk Cina di Gruppo GM · Roma e Shanghai

La risposta in breve

Tre regole europee chiedono di dimostrare cosa succede a monte della filiera. L'EUDR, dal 30 dicembre 2026 per grandi e medie imprese, richiede la geolocalizzazione delle materie prime come legno, gomma e soia; il regolamento sul lavoro forzato vieta dal 14 dicembre 2027 i prodotti ottenuti con lavoro forzato, qualunque sia l'origine; il regolamento batterie introduce il passaporto digitale dal febbraio 2027 e la due diligence sulle materie prime dall'agosto 2027. I clienti europei trasferiranno queste richieste ai fornitori cinesi.

A chi si rivolge

Fornitori cinesi di mobili, carta, legno, pneumatici e articoli in gomma, prodotti a base di soia; produttori di batterie e di apparecchi con batterie; ogni esportatore con clienti europei soggetti a due diligence.

EUDR: legno, gomma e le altre materie prime

Per bovini, cacao, caffè, palma da olio, gomma, soia e legno, e per i derivati elencati (mobili, carta, pneumatici e altri), chi immette il prodotto in UE deve dimostrare che non deriva da deforestazione dopo il 31 dicembre 2020 e che è conforme alle leggi del paese di produzione, con le coordinate degli appezzamenti. La Cina è un grande trasformatore di legno e gomma importati: servono dati di tracciabilità che risalgono fino all'origine.

Il divieto dei prodotti del lavoro forzato

Il regolamento si applica a tutti i prodotti e a tutti gli operatori, senza soglie dimensionali. Le autorità possono indagare sulla base di informazioni e di una banca dati dei rischi, e vietare, ritirare o far smaltire le merci. Per i fornitori significa poter documentare condizioni di lavoro e origine dei componenti.

Regolamento batterie

Le batterie industriali, per veicoli elettrici e per mezzi leggeri avranno un passaporto digitale dal 18 febbraio 2027; dal 18 agosto 2027 si applica la due diligence su cobalto, litio, nichel e grafite naturale; seguono l'impronta di carbonio e, dal 2031, quote minime di materiale riciclato. Per l'industria cinese delle batterie è il cambiamento più rilevante sul mercato europeo.

Passo per passo

  1. 01Mappare i prodotti venduti in UE che rientrano nei tre regolamenti
  2. 02Ricostruire la filiera fino alle materie prime, con fornitori e paesi di origine
  3. 03Raccogliere geolocalizzazione e prove di legalità per le materie prime EUDR
  4. 04Adottare una politica di due diligence e audit dei fornitori
  5. 05Preparare i dati per il passaporto delle batterie e per l'impronta di carbonio
  6. 06Concordare con i clienti europei formati e tempi di trasmissione dei dati

Errori da evitare

  • Pensare che basti un certificato generico di sostenibilità
  • Fermarsi al fornitore diretto senza risalire alle materie prime
  • Aspettare la richiesta formale del cliente per iniziare

Come vi aiutiamo

Da Shanghai lavoriamo con i vostri fornitori per ricostruire la filiera e raccogliere dati e documenti; da Roma li trasformiamo nel formato che chiedono i clienti europei e le autorità.

Normative e scadenze collegate

Filiera cinese e regole UE

Gli obblighi ricadono su chi immette il prodotto nel mercato UE, ma senza i dati del fornitore cinese l'importatore non può completare la dichiarazione di dovuta diligenza. In pratica la richiesta arriva a tutta la filiera.

Dal 14 dicembre 2027, per tutti i prodotti immessi o esportati dal mercato UE, comprese le vendite online.

Un registro digitale, accessibile con un codice QR, con informazioni su composizione, prestazioni, origine dei materiali e impronta di carbonio. È obbligatorio dal 18 febbraio 2027 per batterie industriali sopra 2 kWh, per veicoli elettrici e per mezzi di trasporto leggeri.

No. Il regolamento sul lavoro forzato non ha soglie; l'EUDR prevede solo tempi più lunghi per le micro e piccole imprese che immettono i prodotti in UE.

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