La risposta in breve
La forma più usata è la società a responsabilità limitata (S.r.l.), costituita con atto notarile e iscritta al Registro delle imprese; in alternativa si può aprire una sede secondaria della società cinese o un ufficio di rappresentanza senza attività commerciale. Servono il codice fiscale per soci e amministratori, una sede legale in Italia, un indirizzo PEC e la partita IVA. Dal novembre 2023 la Cina aderisce alla Convenzione dell'Aia sull'apostille, e questo semplifica la legalizzazione dei documenti societari.
A chi si rivolge
Aziende cinesi che vogliono vendere, distribuire, produrre o partecipare a gare in Italia con una presenza stabile, e investitori interessati ad acquisire imprese italiane.
Le forme possibili
La S.r.l. può essere costituita con un capitale minimo di 1 euro, anche se nella pratica si conferisce un capitale più consistente per credibilità verso banche e clienti; la S.p.A. richiede almeno 50.000 euro. La sede secondaria è una filiale senza personalità giuridica autonoma: la società cinese risponde direttamente. L'ufficio di rappresentanza può svolgere solo attività promozionali e di collegamento, non vendere.
Documenti e passaggi
Servono la documentazione societaria della controllante (statuto, certificato di registrazione, delibera), apostillata in Cina e tradotta in italiano con traduzione giurata, i documenti d'identità di soci e amministratori e il loro codice fiscale italiano, ottenibile anche tramite i consolati. Seguono l'atto dal notaio, l'iscrizione al Registro delle imprese, l'attribuzione della partita IVA, la PEC, l'apertura del conto corrente e, se ci sono dipendenti, le posizioni INPS e INAIL.
Golden power e settori strategici
Gli investimenti esteri in settori come difesa, energia, trasporti, comunicazioni e 5G, sanità, agroalimentare e finanza possono richiedere la notifica preventiva alla Presidenza del Consiglio secondo la normativa golden power (DL 21/2012). Valutarlo all'inizio evita blocchi o prescrizioni a operazione già avviata.
Fisco, personale e permessi
Le società italiane pagano l'IRES al 24% e l'IRAP, in genere al 3,9%, oltre all'IVA. Il personale si assume secondo il contratto collettivo di settore. Per dirigenti e personale trasferito dalla Cina esistono permessi di lavoro dedicati, fuori dalle quote ordinarie, da pianificare per tempo.
Passo per passo
- 01Scegliere la forma (S.r.l., sede secondaria, ufficio di rappresentanza) in base alle attività previste
- 02Verificare se il settore rientra nel golden power
- 03Preparare e apostillare in Cina i documenti della controllante, con traduzione giurata
- 04Ottenere il codice fiscale italiano per soci e amministratori
- 05Costituire la società dal notaio e completare Registro delle imprese, partita IVA e PEC
- 06Aprire il conto, impostare contabilità, personale e permessi di lavoro
Errori da evitare
- Sottovalutare i tempi per codice fiscale, conto corrente e traduzioni
- Aprire un ufficio di rappresentanza quando l'obiettivo è vendere
- Scoprire il golden power solo a trattativa conclusa
Come vi aiutiamo
Coordiniamo l'intero percorso tra Shanghai e Roma: scelta della forma, documenti in Cina, notaio, commercialista e banca in Italia, con i nostri professionisti partner. Poi affianchiamo la nuova società su certificazioni, gare, incentivi e partner commerciali.
