CSRD — Rendicontazione societaria di sostenibilità
Obbliga le imprese a pubblicare nella relazione sulla gestione un'informativa di sostenibilità secondo gli standard ESRS, basata sulla doppia rilevanza e sottoposta ad attestazione esterna. Con lo «Stop-the-clock» del 2025 le ondate successive alla prima sono slittate di due anni; il pacchetto Omnibus I ha poi ristretto l'obbligo alle imprese con oltre 1.000 dipendenti e oltre 450 milioni di euro di fatturato netto, escludendo le PMI quotate.
Dettagli e scadenze
A chi si applica
Prima ondata: grandi enti di interesse pubblico già soggetti alla DNF. Dopo Omnibus: imprese UE con più di 1.000 dipendenti e più di 450 M€ di fatturato; gruppi extra-UE con più di 450 M€ di ricavi nell'UE. Le PMI della catena del valore sono tutelate dal tetto informativo dello standard volontario VSME.
Cosa fare
- Verificare la propria posizione rispetto alle nuove soglie Omnibus e all'anno di primo obbligo
- Impostare l'analisi di doppia rilevanza e la raccolta dati ESG con processi e controlli tracciabili
- Preparare dati e risposte per i clienti obbligati, usando il VSME come base comune
- Pianificare l'attestazione limitata del revisore e la marcatura digitale (XBRL) del report
Scadenze
- Entrata in vigore della direttiva CSRD
- Prima ondata: rendiconta dall'esercizio 2024 chi era già soggetto alla DNF (report pubblicati nel 2025)
- In vigore il D.Lgs. 125/2024 che recepisce la CSRD in Italia
- Direttiva «Stop-the-clock»: rinvio di due anni per seconda e terza ondata
- Adozione definitiva del pacchetto Omnibus I: nuove soglie 1.000 dipendenti e 450 M€
- Esercizio 2027: obbligo per le grandi imprese nel nuovo perimetro (primo report nel 2028) tra 68 giorni
- Termine indicativo per il recepimento nazionale delle modifiche Omnibus tra 127 giorni
- Esercizio 2028: obbligo per i gruppi extra-UE con più di 450 M€ di ricavi nell'UE tra 433 giorni
