La risposta in breve
Prima di vendere in Cina conviene registrare il marchio, anche in caratteri cinesi, perché la tutela si basa sul principio del primo depositante. Poi si sceglie la modalità di ingresso: distributore, e-commerce transfrontaliero, società a capitale interamente estero o joint venture. Molti prodotti richiedono la certificazione obbligatoria CCC o il rispetto degli standard nazionali GB, etichette in cinese e, per l'alimentare, la registrazione del produttore estero presso le dogane cinesi (GACC).
A chi si rivolge
Imprese italiane di agroalimentare, vino, moda e design, meccanica, componentistica, cosmetica e tecnologie ambientali che vogliono vendere, produrre o acquistare in Cina.
Le modalità di ingresso
Il distributore locale riduce investimenti e rischi ma limita il controllo su prezzi e marchio; l'e-commerce transfrontaliero permette di testare il mercato con regole semplificate per alcune categorie; la società a capitale interamente estero (WFOE) consente di fatturare, assumere e importare direttamente; l'ufficio di rappresentanza serve per promozione e ricerca partner, senza poter vendere.
Prima di tutto il marchio
In Cina il marchio appartiene a chi lo deposita per primo. Depositarlo prima di presentarsi a fiere e potenziali partner, nelle classi giuste e anche nella versione in caratteri cinesi, evita di doverlo riacquistare o di trovarlo registrato da terzi.
Conformità di prodotto
Elettrodomestici, componenti elettrici, giocattoli e altri prodotti elencati richiedono la certificazione CCC; molti altri devono rispettare gli standard nazionali GB. Gli alimenti preconfezionati devono avere l'etichetta in cinese secondo lo standard GB 7718 e dal 2022 i produttori esteri di alimenti devono registrarsi presso la GACC; i cosmetici richiedono registrazione o notifica all'autorità competente.
Le richieste ESG dei clienti cinesi
Le principali società quotate cinesi pubblicano dal 2026 report di sostenibilità obbligatori secondo le linee guida delle borse: per i fornitori europei aumentano le richieste di dati su emissioni, sicurezza e filiera, come già accade con i clienti europei.
Passo per passo
- 01Valutare la domanda e scegliere città e canali prioritari
- 02Depositare il marchio in Cina, anche in caratteri cinesi
- 03Verificare CCC, standard GB, etichette e registrazioni del proprio prodotto
- 04Selezionare e verificare partner e distributori
- 05Definire contratti, prezzi, pagamenti e tutela della proprietà intellettuale
- 06Avviare le vendite con fiere, incontri B2B e canali digitali locali
Errori da evitare
- Presentare il prodotto in Cina prima di aver registrato il marchio
- Scegliere un distributore senza verificarne solidità e portafoglio
- Sottovalutare i tempi di certificazione e registrazione
Come vi aiutiamo
Dalla sede operativa di Shanghai accompagniamo le imprese italiane sul posto: analisi di mercato, ricerca e verifica dei partner, conformità di prodotto, incontri e fiere, con i nostri professionisti partner per marchi e contratti.
