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Entrare nel mercato cinese: guida per le imprese italiane

Come un'impresa italiana può vendere o produrre in Cina: modalità di ingresso, registrazione del marchio, certificazione CCC, standard GB, etichette, registrazione GACC per l'alimentare e richieste ESG dei clienti cinesi.

· 3 min di lettura · A cura del desk Cina di Gruppo GM · Roma e Shanghai

La risposta in breve

Prima di vendere in Cina conviene registrare il marchio, anche in caratteri cinesi, perché la tutela si basa sul principio del primo depositante. Poi si sceglie la modalità di ingresso: distributore, e-commerce transfrontaliero, società a capitale interamente estero o joint venture. Molti prodotti richiedono la certificazione obbligatoria CCC o il rispetto degli standard nazionali GB, etichette in cinese e, per l'alimentare, la registrazione del produttore estero presso le dogane cinesi (GACC).

A chi si rivolge

Imprese italiane di agroalimentare, vino, moda e design, meccanica, componentistica, cosmetica e tecnologie ambientali che vogliono vendere, produrre o acquistare in Cina.

Le modalità di ingresso

Il distributore locale riduce investimenti e rischi ma limita il controllo su prezzi e marchio; l'e-commerce transfrontaliero permette di testare il mercato con regole semplificate per alcune categorie; la società a capitale interamente estero (WFOE) consente di fatturare, assumere e importare direttamente; l'ufficio di rappresentanza serve per promozione e ricerca partner, senza poter vendere.

Prima di tutto il marchio

In Cina il marchio appartiene a chi lo deposita per primo. Depositarlo prima di presentarsi a fiere e potenziali partner, nelle classi giuste e anche nella versione in caratteri cinesi, evita di doverlo riacquistare o di trovarlo registrato da terzi.

Conformità di prodotto

Elettrodomestici, componenti elettrici, giocattoli e altri prodotti elencati richiedono la certificazione CCC; molti altri devono rispettare gli standard nazionali GB. Gli alimenti preconfezionati devono avere l'etichetta in cinese secondo lo standard GB 7718 e dal 2022 i produttori esteri di alimenti devono registrarsi presso la GACC; i cosmetici richiedono registrazione o notifica all'autorità competente.

Le richieste ESG dei clienti cinesi

Le principali società quotate cinesi pubblicano dal 2026 report di sostenibilità obbligatori secondo le linee guida delle borse: per i fornitori europei aumentano le richieste di dati su emissioni, sicurezza e filiera, come già accade con i clienti europei.

Passo per passo

  1. 01Valutare la domanda e scegliere città e canali prioritari
  2. 02Depositare il marchio in Cina, anche in caratteri cinesi
  3. 03Verificare CCC, standard GB, etichette e registrazioni del proprio prodotto
  4. 04Selezionare e verificare partner e distributori
  5. 05Definire contratti, prezzi, pagamenti e tutela della proprietà intellettuale
  6. 06Avviare le vendite con fiere, incontri B2B e canali digitali locali

Errori da evitare

  • Presentare il prodotto in Cina prima di aver registrato il marchio
  • Scegliere un distributore senza verificarne solidità e portafoglio
  • Sottovalutare i tempi di certificazione e registrazione

Come vi aiutiamo

Dalla sede operativa di Shanghai accompagniamo le imprese italiane sul posto: analisi di mercato, ricerca e verifica dei partner, conformità di prodotto, incontri e fiere, con i nostri professionisti partner per marchi e contratti.

Normative e scadenze collegate

Entrare nel mercato cinese

No, si può vendere tramite un distributore o con l'e-commerce transfrontaliero. Una società locale diventa utile quando servono fatturazione diretta, personale e importazione in proprio.

Depositandolo presso l'ufficio cinese dei marchi prima di entrare sul mercato, nelle classi pertinenti e anche nella versione in caratteri cinesi, perché vale il principio del primo depositante.

È la certificazione obbligatoria cinese per i prodotti elencati in un catalogo ufficiale, soprattutto elettrici ed elettronici, automotive e giocattoli. Senza CCC questi prodotti non possono essere importati o venduti.

Sì: dal 1° gennaio 2022 i produttori esteri di alimenti esportati in Cina devono essere registrati presso l'amministrazione generale delle dogane (GACC), direttamente o tramite le autorità del paese di origine a seconda della categoria.

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