La risposta in breve
Un'azienda cinese può partecipare alle gare pubbliche in Italia, ma con alcune cautele. La Cina non aderisce all'accordo OMC sugli appalti pubblici e, secondo la Corte di giustizia UE (sentenza Kolin, ottobre 2024), gli operatori di paesi senza accordi sugli appalti con l'UE non possono invocare le direttive europee: la partecipazione dipende quindi dalle scelte della stazione appaltante. Negli appalti di valore pari o superiore a 250 milioni di euro va notificata la ricezione di contributi finanziari esteri (FSR) e per i dispositivi medici valgono le misure IPI.
A chi si rivolge
Aziende cinesi di costruzioni, impiantistica, energia, trasporti, tecnologie e dispositivi medici, da sole o in raggruppamento con imprese italiane.
Il quadro: Codice dei contratti e accesso dei paesi terzi
Le gare italiane seguono il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). Per gli operatori di paesi che non hanno accordi sugli appalti con l'UE, come la Cina, la stazione appaltante può decidere se ammetterli e a quali condizioni. Spesso la strada più solida è partecipare con una società costituita in Italia o in raggruppamento con imprese italiane.
Sovvenzioni estere (FSR)
Se il valore stimato dell'appalto è pari o superiore a 250 milioni di euro e l'operatore ha ricevuto da Stati extra-UE contributi finanziari di almeno 4 milioni di euro per paese negli ultimi tre anni, va presentata una notifica alla Commissione; altrimenti una dichiarazione. Durante l'esame l'aggiudicazione resta sospesa.
Lo strumento per gli appalti internazionali (IPI)
Dal 2025 l'UE applica la prima misura IPI: nelle gare per dispositivi medici di valore superiore a 5 milioni di euro gli operatori cinesi sono esclusi e le offerte possono contenere solo una quota limitata di componenti di origine cinese. Altre misure potranno riguardare nuovi settori.
Requisiti e offerta
Per i lavori pubblici sopra i 150.000 euro serve l'attestazione SOA; per servizi e forniture contano fatturato, esperienze analoghe e certificazioni come ISO 9001, 14001 e 45001. Tutta la documentazione va tradotta e caricata sulle piattaforme telematiche; l'offerta tecnica, che vale almeno il 70% del punteggio nelle gare con offerta economicamente più vantaggiosa, va costruita sui criteri del bando e sui criteri ambientali minimi.
Passo per passo
- 01Verificare se la stazione appaltante ammette operatori di paesi terzi e a quali condizioni
- 02Valutare la partecipazione con una società italiana o in raggruppamento
- 03Controllare soglie FSR e misure IPI applicabili
- 04Ottenere qualificazioni e certificazioni richieste (SOA, ISO)
- 05Preparare documentazione amministrativa tradotta e offerta tecnica
- 06Gestire caricamento, chiarimenti e verifica dei requisiti dopo l'aggiudicazione
Errori da evitare
- Dare per scontato il diritto di partecipare come un operatore europeo
- Scoprire la notifica FSR a offerta già presentata
- Tradurre un'offerta tecnica standard invece di costruirla sui criteri del bando
Come vi aiutiamo
Il nostro ufficio gare progetta offerte tecniche e documentazione di gara per imprese, consorzi e raggruppamenti; con la sede di Shanghai coordiniamo il partner cinese, le traduzioni, le certificazioni e la verifica di FSR e IPI.
