La risposta in breve
Dal 1° gennaio 2026 il CBAM è nella fase definitiva: chi importa nell'UE oltre 50 tonnellate l'anno di acciaio e ferro, alluminio, cemento, fertilizzanti o idrogeno deve essere dichiarante autorizzato e acquistare certificati pari alle emissioni incorporate nelle merci. Il costo dipende dai dati dell'impianto di produzione in Cina: senza dati verificati si applicano valori predefiniti, di norma più penalizzanti. Per un produttore cinese, fornire dati corretti è diventato un fattore di competitività.
A chi si rivolge
Acciaierie, fonderie, produttori di alluminio, cemento, fertilizzanti e idrogeno in Cina, trader ed esportatori che vendono questi materiali, e i prodotti derivati elencati nell'allegato I (per esempio viti, bulloni e alcuni semilavorati), a clienti europei.
Chi paga e chi fornisce i dati
L'obbligo giuridico ricade sull'importatore europeo, che presenta la dichiarazione annuale e restituisce i certificati. Ma le emissioni incorporate si calcolano sull'impianto che ha prodotto la merce: è il produttore cinese a dover raccogliere i dati e trasmetterli, di solito con il modello di comunicazione predisposto dalla Commissione. Gli impianti extra-UE possono anche registrarsi nel registro CBAM, così da condividere i dati verificati con più importatori.
Come si calcolano le emissioni incorporate
Il metodo è quello europeo: si considerano le emissioni dirette del processo, quelle dei precursori (per esempio il clinker nel cemento o la ghisa nell'acciaio) e, per cemento e fertilizzanti, anche le emissioni indirette dell'elettricità. Non basta un'impronta di carbonio di prodotto calcolata con altri standard: i confini del sistema, le regole di allocazione e i dati di monitoraggio devono seguire la metodologia CBAM, e nella fase definitiva i dati vanno verificati da un verificatore accreditato.
Il prezzo del carbonio pagato in Cina
Il regolamento consente all'importatore di ridurre i certificati da restituire per il prezzo del carbonio effettivamente pagato nel paese di origine. Il mercato nazionale cinese delle emissioni copre il settore elettrico e dal 2025 anche acciaio, cemento e alluminio: documentare correttamente i costi sostenuti in Cina può quindi ridurre il conto per il cliente europeo.
Le scadenze
Fase definitiva dal 1° gennaio 2026; vendita dei certificati CBAM dal 1° febbraio 2027; prima dichiarazione annuale, sulle importazioni del 2026, entro il 31 agosto 2027. Le quote gratuite dell'ETS europeo si riducono progressivamente fino al 2034, quindi il peso economico del CBAM crescerà ogni anno.
Passo per passo
- 01Individuare i codici doganali (NC) dei prodotti venduti in UE che rientrano nel CBAM
- 02Mappare impianti, processi produttivi e precursori acquistati
- 03Impostare un piano di monitoraggio secondo la metodologia UE
- 04Raccogliere i dati sui precursori dai propri fornitori
- 05Far verificare i dati da un verificatore accreditato
- 06Trasmettere le comunicazioni agli importatori e concordare nei contratti dati, tempi e costi
Errori da evitare
- Affidarsi ai valori predefiniti: costano di più al cliente e indeboliscono la vostra offerta
- Usare un calcolo di impronta di carbonio non conforme alla metodologia CBAM
- Consegnare i dati in ritardo rispetto alle scadenze dell'importatore
Come vi aiutiamo
Dalla sede operativa di Shanghai lavoriamo direttamente con gli impianti: impostiamo il monitoraggio, raccogliamo e controlliamo i dati, prepariamo la documentazione per la verifica e la comunicazione all'importatore. Da Roma seguiamo il lato europeo, con l'importatore e la dichiarazione.
